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sabato 28 aprile 2018

18 Gen 2016

“La vita oggi”( ” The way we live now”-1875)di Anthony Trollope-Sellerio 2010

Scritto da Giuseppina La Ciura
Tornato in Patria dopo una lunga permanenza all’estero , Anthony Trollope scoprì con dolore e rabbia che la sua amata Inghilterra era precipitata in quegli anni -siamo negli Anni ’70-in una profonda crisi sociale, economica, politica e ,soprattutto,morale.Il centro del Potere era passato  dall’aristocrazia rurale legata ai valori che Trollope considerava tipicamente inglesi( onestà,  decoro ,dignità, lealtà) alla City di Londra dove spadroneggiavano finanzieri corrotti ed amorali,banchieri di origine ebraica* ed imbroglioni di ogni genere. Per opporsi a questa deriva che considerava fatale per la sua Inghilterra, Trollope non aveva altra arma che la scrittura e, quindi, si sedette a tavolino e scrisse di getto i 100 capitoli (corrispondenti a circa 1200 pagine )di “The way we live now”(1875),  che è considerato da alcuni famosi critici e scrittori(come Henry James) il suo capolavoro. Il libro  è stato pubblicato in Italia dalla casa editrice Sellerio  nel 2010 con il titolo di “La vita oggi”, titolo che mi sembra sia quanto mai attuale. Il protagonista quasi balzachiano nella sua grandezza e caduta  è Mr Augustus Melmotte, un finanziere di origini oscure che con la moglie -”una zingara ebrea “-e la figlia Marie è venuto dalla Francia( ma in realtà non si sa da dove )a vivere a Londra dove ha trasferito il suo colossale impero finanziario,una vera e propria macchina  da guerra che ordisce nell’ombra truffe di ogni genere ai danni degli sciocchi e dei piccoli azionisti. Mr Melmotte – grasso, untuoso e violento- in poco tempo si fa la fama di essere” l’uomo più ricco del mondo” anche perché vive in una dimora lussuosissima ,spende cifre favolose in feste altrettanto favolose, riceve nel suo salotto gli esponenti delle famiglie più blasonate(e decadute)del  Paese e sembra  disporre di enormi somme di denaro depositate nelle banche di tutto il Pianeta. I suoi progetti sono molto ambiziosi:sogna  di diventare membro del Parlamento per il partito consevatore(e vi riesce), vuole far parte della migliore società e sposare la figlia con un giovane Lord .Il momento storico è a lui favorevole perché le famiglie più aristocratiche d’ Inghilterra navigano in cattive acque avendo scialacquato in giochi d’azzardo, alcol e donne da Music Hall le loro ricchezze. In particolare, sono molti i giovani titolati disposti ad impalmare l’ereditiera in cambio di una dote consistente.  L’autore ce li descrive in modo impietoso mentre passano le loro notti nel club  Beargarden ad ubriacarsi, a giocare a carte e a perdere cifre elevate che non possiedono. Il più affascinante e, nel contempo, il più amorale è sir  Felix Carbary, il quale, essendo bellissimo, colpisce al cuore la ricca ereditiera.Mr Melmotte  però si oppone alle nozze perché il giovinotto in questione non ha  una sterlina  e vive sfruttando la povera madre che, per mantenerlo, è costretta ad inventarsi scrittrice di libri che nessun editore vuol pubblicare. Non contento di aver fatto colpo su Mlle Melmotte, Sir Felix tenta di sedurre una ragazza di campagna, fidanzata con un onesto mugnaio. Il tentativo però non riesce perché il fidanzato abbandonato viene a Londra e spedisce con due pugni ben assestati  il nobiluomo all’ospedale con il volto devastato e privo di due denti. Altri nobili  circondano il grande finanziere tentando  di vendergli proprietà di campagna o comprando e vendendo azioni di una  oscura società in quel di San Francisco. Tra questi giovani vi è anche mister Paul Montague il quale è innamorato di Hetta,la sorella di sir Felix  ma non è del tutto libero da un affaire con un’ americana, divorziata e molto abile nelle armi a cui ha promesso le nozze riparatrici. In tutto questo ginepraio Mr Melmotte si muove con grande abilità ma alla fine i nodi vengono al pettine e il grande uomo è costretto a dichiarare fallimento. Con lui falliscono il noto club, i giovani Lord e i banchieri ebrei.
Il romanzo  si chiude con la vittoria  degli squire e dei campagnoli, eroi anonimi dell’Inghilterra preferita dall’autore.Per tutti gli sconfitti non resta che trasferirsi in America dove potranno rifarsi una vita in una nazione giovane e vitale.
( E noi,vittime oggi, dei tanti Mr Melmotte, che faremo?)
* Trollope è stato accusato di antisemitismo.E’ un’accusa assurda perchè non tiene conto del contesto e del momento storico in cui Trollope visse e scrisse. Gli Ebrei erano considerati allora esseri inferiori, subdoli ed assassini di Cristo. I pregiudizi ridicoli sono,putroppo,duri a morire e nel Novecento ne pagheremo il fio.

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