18
Gen
2016
“La vita oggi”( ” The way we live now”-1875)di Anthony Trollope-Sellerio 2010
Tornato in Patria dopo una lunga permanenza all’estero , Anthony
Trollope scoprì con dolore e rabbia che la sua amata Inghilterra era
precipitata in quegli anni -siamo negli Anni ’70-in una profonda crisi
sociale, economica, politica e ,soprattutto,morale.Il centro del Potere
era passato dall’aristocrazia rurale legata ai valori che Trollope
considerava tipicamente inglesi( onestà, decoro ,dignità, lealtà) alla
City di Londra dove spadroneggiavano finanzieri corrotti ed
amorali,banchieri di origine ebraica* ed imbroglioni di ogni genere. Per
opporsi a questa deriva che considerava fatale per la sua Inghilterra,
Trollope non aveva altra arma che la scrittura e, quindi, si sedette a
tavolino e scrisse di getto i 100 capitoli (corrispondenti a circa 1200
pagine )di “The way we live now”(1875), che è considerato da alcuni
famosi critici e scrittori(come Henry James) il suo capolavoro. Il
libro è stato pubblicato in Italia dalla casa editrice Sellerio nel
2010 con il titolo di “La vita oggi”, titolo che mi sembra sia quanto
mai attuale. Il protagonista quasi balzachiano nella sua grandezza e
caduta è Mr Augustus Melmotte, un finanziere di origini oscure che con
la moglie -”una zingara ebrea “-e la figlia Marie è venuto dalla
Francia( ma in realtà non si sa da dove )a vivere a Londra dove ha
trasferito il suo colossale impero finanziario,una vera e propria
macchina da guerra che ordisce nell’ombra truffe di ogni genere ai
danni degli sciocchi e dei piccoli azionisti. Mr Melmotte – grasso,
untuoso e violento- in poco tempo si fa la fama di essere” l’uomo più
ricco del mondo” anche perché vive in una dimora lussuosissima ,spende
cifre favolose in feste altrettanto favolose, riceve nel suo salotto gli
esponenti delle famiglie più blasonate(e decadute)del Paese e sembra
disporre di enormi somme di denaro depositate nelle banche di tutto il
Pianeta. I suoi progetti sono molto ambiziosi:sogna di diventare membro
del Parlamento per il partito consevatore(e vi riesce), vuole far parte
della migliore società e sposare la figlia con un giovane Lord .Il
momento storico è a lui favorevole perché le famiglie più aristocratiche
d’ Inghilterra navigano in cattive acque avendo scialacquato in giochi
d’azzardo, alcol e donne da Music Hall le loro ricchezze. In
particolare, sono molti i giovani titolati disposti ad impalmare
l’ereditiera in cambio di una dote consistente. L’autore ce li descrive
in modo impietoso mentre passano le loro notti nel club Beargarden ad
ubriacarsi, a giocare a carte e a perdere cifre elevate che non
possiedono. Il più affascinante e, nel contempo, il più amorale è sir
Felix Carbary, il quale, essendo bellissimo, colpisce al cuore la ricca
ereditiera.Mr Melmotte però si oppone alle nozze perché il giovinotto
in questione non ha una sterlina e vive sfruttando la povera madre
che, per mantenerlo, è costretta ad inventarsi scrittrice di libri che
nessun editore vuol pubblicare. Non contento di aver fatto colpo su Mlle
Melmotte, Sir Felix tenta di sedurre una ragazza di campagna, fidanzata
con un onesto mugnaio. Il tentativo però non riesce perché il fidanzato
abbandonato viene a Londra e spedisce con due pugni ben assestati il
nobiluomo all’ospedale con il volto devastato e privo di due denti.
Altri nobili circondano il grande finanziere tentando di vendergli
proprietà di campagna o comprando e vendendo azioni di una oscura
società in quel di San Francisco. Tra questi giovani vi è anche mister
Paul Montague il quale è innamorato di Hetta,la sorella di sir Felix ma
non è del tutto libero da un affaire con un’ americana, divorziata e
molto abile nelle armi a cui ha promesso le nozze riparatrici. In
tutto questo ginepraio Mr Melmotte si muove con grande abilità ma alla
fine i nodi vengono al pettine e il grande uomo è costretto a dichiarare
fallimento. Con lui falliscono il noto club, i giovani Lord e i
banchieri ebrei.Il romanzo si chiude con la vittoria degli squire e dei campagnoli, eroi anonimi dell’Inghilterra preferita dall’autore.Per tutti gli sconfitti non resta che trasferirsi in America dove potranno rifarsi una vita in una nazione giovane e vitale.
( E noi,vittime oggi, dei tanti Mr Melmotte, che faremo?)
* Trollope è stato accusato di antisemitismo.E’ un’accusa assurda perchè non tiene conto del contesto e del momento storico in cui Trollope visse e scrisse. Gli Ebrei erano considerati allora esseri inferiori, subdoli ed assassini di Cristo. I pregiudizi ridicoli sono,putroppo,duri a morire e nel Novecento ne pagheremo il fio.
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