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sabato 28 aprile 2018

10 Gen 2016

“Urla nel silenzio”(“Silent Scream)di Angela Marsons- Newton Compton,2015

Scritto da Giuseppina La Ciura
Dopo tanti tentativi miseramente falliti, ho trovato in “Silent Scream”(“Urla nel silenzio”) dell’esordiente Angela Marsons un thriller contemporaneo degno di una  Ruth Rendell o di una Mo Hayder.
I meriti di tale successo vanno ricercati ,soprattutto,  nell’ambientazione e nel personaggio del detective, entrambi originali. L’autrice vive( con la compagna Julie,un labrador e un pappagallo) nella Black Country, ura regione delle Midlands occidentali vicina a Birmingham. Famosa per le sue miniere di carbone. le sue industrie metallurgiche e siderurgiche, oggi è una zona dell’Inghilterra impoverita e marginalizzata. Il ritratto sociale ed umano che ne fa la Marsons è impietoso: famiglie disgregate, uomini ancora giovani disoccupati che annegano nell’alcol le loro frustrazioni, madri che vendono le figlie ancora bambine per poche sterline, piccole gang di giovani dediti al furto e allo spaccio. E’ un déja-vu, direte, ma la Marsons non si limita alla fredda descrizione dei fatti: ci mette il cuore. E’ quello della sua detective Kim Stone. Trentacinquenne, single, atletica, appassionata di potenti moto che guida al limite del codice stradale, Kim Stone sembra essere solo una novella amazzone indurita da un passato tragico(la madre psicopatica ha ucciso il suo gemello Mickey). Ma dietro i modi bruschi e i metodi da “dura”(per fortuna,le è accanto il suo aiuto Bryant,saggio e diplomatico), si nasconde tanta capacità di empatizzare con il suo prossimo, specie se di tratta di innocenti vittime di abusi sessuali e di violenze familiari.Il cuore nero del romanzo è l’ orfanatrofio di Crestwood, abbandonato dopo un incendio,negli Anni 90. Tutto inizia con la morte violenta  nella sua vasca da bagno di Teresa Wyatt, irreprensibile preside ma che dieci anni prima era stata la direttrice di Crestwood. A questo delitto ne seguono altri che conducono inesorabilmente alla scoperta nel terreno circostante l’orfanatrofio dei miseri resti di fanciulle mai divenute donne. Kim Stone e la sua squadra non si fermano dinanzi a nulla pur di assicurare alla giustizia i colpevoli di tanta barbarie.
Con il suo stile scorrevole ed accattivante, la capacità di mantenere viva l’attenzione del lettore,la sua sensibilità, Angela Marsons potrebbe avere un grande avvenire davanti a sé. Ce lo auguriamo per lei e per noi. 

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