10
Gen
2016
“Urla nel silenzio”(“Silent Scream)di Angela Marsons- Newton Compton,2015
Dopo
tanti tentativi miseramente falliti, ho trovato in “Silent
Scream”(“Urla nel silenzio”) dell’esordiente Angela Marsons un thriller
contemporaneo degno di una Ruth Rendell o di una Mo Hayder.
I meriti di tale successo vanno ricercati ,soprattutto,
nell’ambientazione e nel personaggio del detective, entrambi originali.
L’autrice vive( con la compagna Julie,un labrador e un pappagallo) nella
Black Country, ura regione delle Midlands occidentali vicina a
Birmingham. Famosa per le sue miniere di carbone. le sue industrie
metallurgiche e siderurgiche, oggi è una zona dell’Inghilterra
impoverita e marginalizzata. Il ritratto sociale ed umano che ne fa la
Marsons è impietoso: famiglie disgregate, uomini ancora giovani
disoccupati che annegano nell’alcol le loro frustrazioni, madri che
vendono le figlie ancora bambine per poche sterline, piccole gang di
giovani dediti al furto e allo spaccio. E’ un déja-vu, direte, ma la
Marsons non si limita alla fredda descrizione dei fatti: ci mette il
cuore. E’ quello della sua detective Kim Stone. Trentacinquenne, single,
atletica, appassionata di potenti moto che guida al limite del codice
stradale, Kim Stone sembra essere solo una novella amazzone indurita da
un passato tragico(la madre psicopatica ha ucciso il suo gemello
Mickey). Ma dietro i modi bruschi e i metodi da “dura”(per fortuna,le è
accanto il suo aiuto Bryant,saggio e diplomatico), si nasconde tanta
capacità di empatizzare con il suo prossimo, specie se di tratta di
innocenti vittime di abusi sessuali e di violenze familiari.Il cuore
nero del romanzo è l’ orfanatrofio di Crestwood, abbandonato dopo un
incendio,negli Anni 90. Tutto inizia con la morte violenta nella sua
vasca da bagno di Teresa Wyatt, irreprensibile preside ma che dieci anni
prima era stata la direttrice di Crestwood. A questo delitto ne seguono
altri che conducono inesorabilmente alla scoperta nel terreno
circostante l’orfanatrofio dei miseri resti di fanciulle mai divenute
donne. Kim Stone e la sua squadra non si fermano dinanzi a nulla pur di
assicurare alla giustizia i colpevoli di tanta barbarie.
Con il suo stile scorrevole ed accattivante, la capacità di mantenere viva l’attenzione del lettore,la sua sensibilità, Angela Marsons potrebbe avere un grande avvenire davanti a sé. Ce lo auguriamo per lei e per noi.
I meriti di tale successo vanno ricercati ,soprattutto,
nell’ambientazione e nel personaggio del detective, entrambi originali.
L’autrice vive( con la compagna Julie,un labrador e un pappagallo) nella
Black Country, ura regione delle Midlands occidentali vicina a
Birmingham. Famosa per le sue miniere di carbone. le sue industrie
metallurgiche e siderurgiche, oggi è una zona dell’Inghilterra
impoverita e marginalizzata. Il ritratto sociale ed umano che ne fa la
Marsons è impietoso: famiglie disgregate, uomini ancora giovani
disoccupati che annegano nell’alcol le loro frustrazioni, madri che
vendono le figlie ancora bambine per poche sterline, piccole gang di
giovani dediti al furto e allo spaccio. E’ un déja-vu, direte, ma la
Marsons non si limita alla fredda descrizione dei fatti: ci mette il
cuore. E’ quello della sua detective Kim Stone. Trentacinquenne, single,
atletica, appassionata di potenti moto che guida al limite del codice
stradale, Kim Stone sembra essere solo una novella amazzone indurita da
un passato tragico(la madre psicopatica ha ucciso il suo gemello
Mickey). Ma dietro i modi bruschi e i metodi da “dura”(per fortuna,le è
accanto il suo aiuto Bryant,saggio e diplomatico), si nasconde tanta
capacità di empatizzare con il suo prossimo, specie se di tratta di
innocenti vittime di abusi sessuali e di violenze familiari.Il cuore
nero del romanzo è l’ orfanatrofio di Crestwood, abbandonato dopo un
incendio,negli Anni 90. Tutto inizia con la morte violenta nella sua
vasca da bagno di Teresa Wyatt, irreprensibile preside ma che dieci anni
prima era stata la direttrice di Crestwood. A questo delitto ne seguono
altri che conducono inesorabilmente alla scoperta nel terreno
circostante l’orfanatrofio dei miseri resti di fanciulle mai divenute
donne. Kim Stone e la sua squadra non si fermano dinanzi a nulla pur di
assicurare alla giustizia i colpevoli di tanta barbarie.Con il suo stile scorrevole ed accattivante, la capacità di mantenere viva l’attenzione del lettore,la sua sensibilità, Angela Marsons potrebbe avere un grande avvenire davanti a sé. Ce lo auguriamo per lei e per noi.
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