Archivio blog

sabato 28 aprile 2018

18 Feb 2016

“Il gioiello che era nostro”( ” The Jewel that was ours”-1991)di Colin Dexter- Sellerio 2016

Scritto da Giuseppina La Ciura
La casa editrice Sellerio continua a riproporre i polizieschi del grande Colin Dexter, uno degli ultimi esponenti del Giallo Classico. In questo Febbraio è uscito ” The Jewel that was ours” scritto nel 1991 ed apparso per la prima volta in Italia nella collana mondadoriana nel 1995 con il titolo “Il gioiello per l’ispettore Morse”.
Ancora una volta siamo ad Oxford dove opera per il trionfo della Giustizia l’ispettore E.Morse con il suo fedele Sancho Panza il sergente Lewis. Sebbene siano passati quasi sedici anni dal loro  primo caso(“L’ultima corsa per Woodstock”), Morse e Lewis non sono cambiati  molto. L’ispettore ha messo un po’ di adipe a causa dell’abuso di alcol, ma ama sempre Wagner,le parole crociate, le riviste porno ed, essendo scapolo incallito, qualche avventura galante, stile mordi e fuggi.(In questo romanzo la lei di turno è un’avvenente divorziata, esperta di manoscritti medievali e di alcolici di ogni genere). Lewis è sposato con la stessa donna e lavora come un forsennato per seguire i bizzarri colpi di genio del suo amato ispettore. Morse, infatti, affronta i delitti e la loro soluzione come se fossero dei cruciverba, per cui gli capita spesso di non mettere i fatti al loro giusto posto e ,quindi, di pervenire a conclusioni intriganti ma errate.
Una comitiva di  americani ultrasessantenni arriva ad Oxford  e scende all’Hotel Randolph,il più elegante della famosa cittadina universitaria. Sono tutti turisti ad eccezione di Mrs Laura Stratton, che è venuta ad Oxford per regalare all’Ashmolean Museum un prezioso puntale dell’età romanica. Il gioiello apparteneva al suo primo marito che,morendo, aveva espresso il desiderio che il puntale tornasse in Inghilterra. Mrs Laura ha sposato da poco un certo Ed Stratton, un imbalsamatore di cadaveri, ma non ha dimenticato la promessa fatta al primo marito. Arrivata in camera, si fa un bagno per alleviare i suoi dolori ai piedi,ma lascia la porta socchiusa e la borsa contenente il gioiello in bella vista. Quando ritorna il marito, che è andato a fare una passeggiata in dolce compagnia, la borsa è scomparsa e la moglie giace morta a terra. Il medico sentenzia” Infarto fulminante”. Morse e Lewis indagano quindi per furto,ma non per molto. Theodore Kemp, il curatore dell’Ashmolean Museum, viene trovato in riva al fiume Cherwell con la testa fracassata. Questa volta non vi sono dubbi:è delitto. Kemp è un dongiovanni impenitente ed un marito crudele nei confronti della moglie che lui,in un incidente automobilistico dovuto alla sua ubriachezza,ha reso invalida a vita. Morse si innamora subito della soluzione più facile:quella della vendetta di un marito tradito. Ma non può essere così a causa del furto del puntale. I due crimini sono connessi. e quindi…….
“Il gioiello che era nostro” è,come si arguisce da questi pochi dati, un poliziesco molto complesso, raffinato ed anche colto( ogni capitolo è preceduto come sempre da una citazione, alcune di incerta origine). Perfetta è la descrizione dell’Oxford storica e dei suoi eminenti professori,mentre la California da cui proviene la maggior parte dei turisti è evanescente e i turisti stessi hanno un che di falso e di pasticciato. Ne consegue che la soluzione non sia affatto credibile.
Ma come ho scritto per la Marsh, Dexter è sempre Dexter 

Nessun commento:

Posta un commento