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lunedì 23 aprile 2018

5 Giu 2013

“Il segreto dell’album”(The Album-1933)di Mary R.Rinehart-Palmina n 103

Scritto da Giuseppina La Ciura
Era la magica estate del 1963 quando lessi per la prima volta “Il segreto dell’album”di Mary R.Rinehart e fu amore a prima vista. Ancor oggi è una delle mie Palmine preferite e mi spiace che non sia stata ripubblicata da molto tempo. Non ne capisco i motivi, ma tutto è misterioso nelle redazioni editoriali. Si insiste sull’insipido “La cuccetta n 10” o sul  mediocre”La camera gialla”mentre “Il segreto dell’album” resta ben chiuso negli archivi.
La Palmina n 103 ha una sovraccoperta altamente evocativa che mette i brividi ed è un invito irresistibile alla lettura. In primo piano un vecchio album di velluto rosso che viene aperto da due mani femminili guantate di nero per sottrarre una foto ingiallita raffigurante una dama vestita secondo la moda della fine dell’Ottocento. Accanto e sotto l’album delle figure angoscianti: una coppia di vecchi dai volti scavati e dagli occhi terrorizzati e una giovane donna inquieta.
Dopo l’indice, ecco la novità assoluta  per la collana : i personaggi principali vengono presentati con un disegno caratterizzante e un breve profilo. Per esempio, la protagonista e voce narrante Luisa Hall è definita “ ventottenne, graziosa, ma prossima ad appassire sotto la tirannia della madre”.Luisa è la tipica eroina della Rinehart: ardimentosa e sagace.. All’inizio appare però troppo legata alla madre(tanto da aver rinunciato al primo amore per non lasciarla), insicura e timorosa di affrontare la vita. Si crogiola nel quieto trantran della sua antiquata ma solida dimora aristocratica, con la sola compagnia delle altre quattro famiglie  alquanto eccentriche  che abitano in altrettante case simili alla sua, delle numerose cameriere, del giardiniere Eben e dello spazzino Daniels. Perché non siamo in città, ma in quartiere periferico e chiuso in sé: il quartiere della Mezzaluna(per la strada semicircolare che unisce le cinque dimore). Al di qua del cancello d’ingresso il tempo si è fermato all’Ottocento. Convenzioni, abbigliamento(anche intimo), comportamenti, opinioni. Poi, alle 16 di un caldo giorno di Agosto( il 18 per l’esattezza), questo mondo addormentato va in pezzi. Quel pomeriggio la signora Lancaster vecchia,tirannica ed invalida viene assassinata a colpi di scure.(un’arma che la Rinehart amava tanto da usarla almeno due volte che io mi ricordi). Arriva la Polizia , arriva la Stampa e arriva Eberto Dean”profondo conoscitore di materie criminologiche”.L’atmosfera alla Mezzaluna da assonnata si fa  angosciante. Il caso si rivela subito complicatissimo anche perché non si capisce perché qualcuno abbia voluto uccidere una donna del tutto inoffensiva. Nell’attesa della soluzione avvengono molti fatti misteriosi ed altri delitti efferati..Il racconto si dipana torpido, tortuoso, denso, mentre sullo sfondo si intravedono antichi crimini di menti violate.
Poi ,improvvisa, la svolta. Il segreto è racch

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