3
Lug
2013
“La famiglia Karnowski”di Israel J.Singer-Adelphi 2013
Ogni
tanto il povero lettore intristito da tanta mediocrità può gioire
tenendo tra le mani un libro di grande valore e bellezza. Per me è
accaduto con “La famiglia Karnowski” di Israel J.Singer, fratello del
Premio Nobel Isaac Bashevis.
Nato in un villaggio dell’Europa orientale, Israel Joshua Singer si
era trasferito negli Stati Uniti nel 1934 dove morì nel 1944 ad appena
51 anni per un infarto. “La famiglia Karnowski” apparve negli USA nel
1943 ed è rimasto inedito in Italia fino allo scorso Aprile quando la
casa editrice Adelphi l’ha pubblicato nella splendida traduzione di Anna
Linda Callow, una profonda conoscitrice dell’yiddish,lingua in cui il
romanzo è stato scritto.
L’opera è una meravigliosa saga familiare e uno straordinario documento storico che ci aiuta a ricostruire la vita quotidiana e relazionale delle comunitè ebraiche dell’Europa orientale e centrale prima e durante l’avvento del Nazismo. In questo lavoro meritorio, Singer punta la sua attenzione su un nucleo familiare, quello dei Karnowski,che presenta tutte le caratteristiche di una tipica famiglia ebraica tra la fine dell’Ottocento e la Shoah.
Il capostipite è David Karnowski. Egli è nato nello shtetl di Melnitz, in Polonia.Essendo un giovane brillante e colto, seguace del pensiero di Moses Mendelssohn, mal sopporta l’atmosfera soffocante e retriva del mondo chassidico del suo villaggio. Vuole vivere in ambienti più aperti, colti “illuminati” e Berlino gli sembra la città ideale. Così, ai primi del Novecento, eccolo con la moglie Lea ed i figli Georg e Rebecca nella capitale tedesca. Grazie al suo ingegno e senso degli affari, diventa un ricco commerciante di legname e nel contempo un esponente importante e rispettato della comunità ebraica berlinese. Nel suo elegante appartamento nell’Oranienburgerstrasse riceve i massimi eruditi e studiosi ebrei della città e con loro discute senza sensi di inferiorità di filosofia e di cultura talmudica.
Ma se David resta sempre” un ebreo tra gli ebrei”,il figlio Georg sembra realizzare il sogno dell’integrazione ” Ebreo tra gli Ebrei e Tedesco tra i Tedeschi”. Georg parla un tedesco perfetto, studia in un liceo tedesco, si laurea in Medicina all’Università di Berlino, fa la Prima Guerra Mondiale come medico tra i soldati tedeschi e sposa,infine, una tedesca ,la dolce e mite Teresa Holbeck, che Hitler definirebbe “di pura razza ariana”. Teresa è infatti biondissima e dalla carnagione trasparente. Dall’unione nasce un bambino Jegor che per i nazisti è più che un “sangue misto”,è un “giudeo”. Il ragazzo dai capelli neri e il naso adunco ma dagli occhi azzurri e la pelle chiara soffre atrocemente anche perchè subisce a scuola ogni tipo di umiliazione. Il padre, che ha perso il posto e lavora solo per gli ebrei, decide di lasciare l’amata Berlino e trasferirsi con la famiglia negli Stati Uniti. E’ l’eterna fuga,l’eterno esilio degli Ebrei. David e Georg(e le loro coraggiose mogli) sanno affrontare i colpi duri del destino. Il giovane Jegor no. Egli odia l’America, vorrebbe essere in Germania accanto allo zio materno Hugo che marcia nelle interminabili adunate delle SS.
Non si può sfuggire al proprio destino di sangue, ma dopo tante atroci esperienze anche per Jegor,come per ogni Ebreo, spunta una nuova alba di speranza.
Nato in un villaggio dell’Europa orientale, Israel Joshua Singer si
era trasferito negli Stati Uniti nel 1934 dove morì nel 1944 ad appena
51 anni per un infarto. “La famiglia Karnowski” apparve negli USA nel
1943 ed è rimasto inedito in Italia fino allo scorso Aprile quando la
casa editrice Adelphi l’ha pubblicato nella splendida traduzione di Anna
Linda Callow, una profonda conoscitrice dell’yiddish,lingua in cui il
romanzo è stato scritto.L’opera è una meravigliosa saga familiare e uno straordinario documento storico che ci aiuta a ricostruire la vita quotidiana e relazionale delle comunitè ebraiche dell’Europa orientale e centrale prima e durante l’avvento del Nazismo. In questo lavoro meritorio, Singer punta la sua attenzione su un nucleo familiare, quello dei Karnowski,che presenta tutte le caratteristiche di una tipica famiglia ebraica tra la fine dell’Ottocento e la Shoah.
Il capostipite è David Karnowski. Egli è nato nello shtetl di Melnitz, in Polonia.Essendo un giovane brillante e colto, seguace del pensiero di Moses Mendelssohn, mal sopporta l’atmosfera soffocante e retriva del mondo chassidico del suo villaggio. Vuole vivere in ambienti più aperti, colti “illuminati” e Berlino gli sembra la città ideale. Così, ai primi del Novecento, eccolo con la moglie Lea ed i figli Georg e Rebecca nella capitale tedesca. Grazie al suo ingegno e senso degli affari, diventa un ricco commerciante di legname e nel contempo un esponente importante e rispettato della comunità ebraica berlinese. Nel suo elegante appartamento nell’Oranienburgerstrasse riceve i massimi eruditi e studiosi ebrei della città e con loro discute senza sensi di inferiorità di filosofia e di cultura talmudica.
Ma se David resta sempre” un ebreo tra gli ebrei”,il figlio Georg sembra realizzare il sogno dell’integrazione ” Ebreo tra gli Ebrei e Tedesco tra i Tedeschi”. Georg parla un tedesco perfetto, studia in un liceo tedesco, si laurea in Medicina all’Università di Berlino, fa la Prima Guerra Mondiale come medico tra i soldati tedeschi e sposa,infine, una tedesca ,la dolce e mite Teresa Holbeck, che Hitler definirebbe “di pura razza ariana”. Teresa è infatti biondissima e dalla carnagione trasparente. Dall’unione nasce un bambino Jegor che per i nazisti è più che un “sangue misto”,è un “giudeo”. Il ragazzo dai capelli neri e il naso adunco ma dagli occhi azzurri e la pelle chiara soffre atrocemente anche perchè subisce a scuola ogni tipo di umiliazione. Il padre, che ha perso il posto e lavora solo per gli ebrei, decide di lasciare l’amata Berlino e trasferirsi con la famiglia negli Stati Uniti. E’ l’eterna fuga,l’eterno esilio degli Ebrei. David e Georg(e le loro coraggiose mogli) sanno affrontare i colpi duri del destino. Il giovane Jegor no. Egli odia l’America, vorrebbe essere in Germania accanto allo zio materno Hugo che marcia nelle interminabili adunate delle SS.
Non si può sfuggire al proprio destino di sangue, ma dopo tante atroci esperienze anche per Jegor,come per ogni Ebreo, spunta una nuova alba di speranza.
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