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lunedì 23 aprile 2018

19 Giu 2013

“L’avversario”di Emmanuel Carrère-Adelphi 2013

Scritto da Giuseppina La Ciura
Nell’inverno del 2002(se non mi sbaglio) vidi al cinema un film di Nicole Garcia interpretato-magistralmente-da Daniel Auteuil su un tragico fatto di cronaca nera che aveva sconvolto la Francia nel 1993. Si trattava  della strage perpetrata da Jean-Claude Romand, sedicente medico dell’OMS, nei confronti della propria moglie Florence, dei  loro figli Carolina ed Antoine e dei vecchi genitori (di lui) Poi, Romand  tentò di strangolare l’amante Corinne, diede fuoco alla casa e cercò di suicidarsi ingurgitando barbiturici scaduti.
Lo scrittore Emmanuel Carrère prese a cuore la tragedia di quell’uomo e volle conoscerlo. Prima gli scrisse,poi lo incontrò in carcere. Voleva capire, penetrare nella mente di un assassino così disumano. Inizialmente volle vedere in lui “non un uomo che ha fatto qualcosa di agghiacciante, ma un uomo al quale è accaduto qualcosa di agghiacciante, vittima sventurata di forze demoniache”*In parole semplici un invasato, un posseduto dall’antico “Avversario”:Satana”. Ma con il tempo molte altre cose e fatti vennero fuori. Romand aveva mentito su tutto e a tutti. Non si era mai laureato in Medicina all’Università di Lione come il suo più caro amico Luc Ladmiral e sua moglie Florence(lei però era passata poi in Farmacia). Non era uno scienziato dell’OMS di Ginevra ,un ricercatore di fama, amico di potenti.Non aveva mai fatto fruttare i soldi che i parenti gli avevano dato affinchè li trasferisse nelle sicure banche di Ginevra. Anzi li aveva usati per vivere e nel periodo della sua relazione con Corinne,l’amante,per dilapidarli in cene raffinate, alberghi a cinque stelle e regali da fiaba. E poi c’era  la provvidenziale caduta dalle scale del suocero che aveva cominciato a sospettare del geniale genero e voleva indietro i suoi soldi. Per non parlare delle sue strane malattie:un linfoma a 20 anni e un altro più grave a 40 e passa(con annessa radioterapia!).
Carrère che sognava di aver scovato uno Stavrogin  si è trovato a metà libro con un volgare criminale  che ha derubato i familiari e che  uccide  per nascondere i suoi intrallazzi. Da Dostojeskji a Chase il salto non è da poco. Carrère non sa che pesci pigliare.  E così nella seconda parte il libro(lo chiamo così perchè non è un saggio nè un romanzo nè una biografia)perde interesse e lucidità e nemmeno il richiamo alla grande tradizione cattolica di Bernanos e Mauriac salva l’autore(e la sua opera)dal naufragio.
Resta,per esempio, del tutto insoluto il mistero di come moglie, genitori ed amici si siano fatti turlupinare da un simile individuo per ben 18 anni. Possibile che un medico-l’amico intimo-e la moglie- una farmacista- abbiano potuto credere che Romand avesse un linfoma in fase avanzata senza battere ciglio?Questa cecità è lei sì,  diabolica.
cfr pag 33 

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