15
Feb
2013
“Morte a Pemberley”(Death comes to Pemberley)di P.D.James- Mondadori 2013
“Morte
a Pemberley” è l’ultima fatica letteraria della novantenne P.D.James,
una delle figure più rappresentative del Giallo Classico. Come si evince
dal titolo, il romanzo è ambientato nella splendida tenuta di
Fitzwilliam Darcy e vuole essere un omaggio della James alla Austen nel
bicentenario di “Orgoglio e Pregiudizio”, libro che la giallista ama in
modo particolare.
Corre l’anno 1803. Elizabeth Bennet e Darcy sono sposati da sei anni e hanno due bellissimi bambini. Nulla sembra turbare la felicità della coppia che può contare anche sulla vicinanza di un’altra coppia, quella formata da Jane, sorella di Elizabeth, e di Charles Bingley, carissimo amico di Darcy. A Pemberley vive anche Georgiana, la giovane ed affascinante sorella del padrone di casa, mentre sono spesso ospiti graditi i suoi due pretendenti,il colonnello Fitzwilliam e il brillante avvocato Alveston.
E’ una tempestosa serata di ottobre. Tutti i personaggi
citati(eccetto Georgiana) sono riuniti nel salotto dinanzi al camino
acceso in attesa di andare a letto dopo una lunga giornata di
preparativi per il tradizionale ballo di lady Anne del giorno dopo,
quando sentono arrivare una carrozza al gran galoppo. Da essa si
precipita fuori in preda ad una terribile crisi isterica Lydia Wickman,
la terzogenita dei Bennet. Tra singhiozzi e gemiti, la giovane donna
rivela che sua marito,il capitano Wickman, e il suo amico Denny l’hanno
abbandonata mentre la carrozza attraversava il tetro bosco di Pemberley
dopo aver litigato violentemente. Aggiunge di aver sentito degli spari.
In preda all’angoscia, mentre le due sorelle si dedicano a calmare
Lydia, Darcy,il colonnello ed Alveston si recano nel bosco a cercare i
due ufficiali. Ben presto un orribile spettacolo si presenta ai loro
occhi: in una radura rischiarata dalla luna, Denny giace morto e
Wickman, sporco di sangue, è inginocchiato vicino a lui. L’ufficiale
piange, si dispera e si autoaccusa della morte tragica dell’amico.
Wickman viene, quindi, arrestato. A questo punto, ci aspetteremmo che
l’attenzione della James si focalizzi sui i procedimenti tipici del
giallo ad enigma: gli accertamenti sul luogo del delitto, gli
interrogatori dei testimoni, la ricerca dell’arma del delitto e del
movente(e di quelli alternativi). Invece, la scrittrice preferisce che
il lettore resti a Pemberley per raccontare i sentimenti contraddittori
di Darcy e della moglie, i problemi amorosi di Georgiana, la salute
declinante di Will Bildwell, figlio dell’ex maggiordomo, i viavai
misteriosi del Colonnello. Finalmente si arriva al processo all’Old
Bailey. La James lo rende in modo pittoresco grazie alle descrizioni
accurate e divertenti del giudice, della giuria e della folla presente
ma con una notevole approssimazione sul piano legale( tra l’altro
,incomprensibilmente ,Lydia non testimonia su quanto è accaduto nel
bosco ) e lo conclude con la condanna a morte di Wickman. Ma, come
accade sempre in un giallo che si rispetti, non può certo mancare il
colpo di scena finale ed una soluzione che più che al genere poliziesco
appartiene a quello del feuilleton o del romanzo gotico.
Poi, d’incanto, la James si ricorda di Jane Austen e dei suoi epiloghi rassicuranti e l’happy end risplende nel cielo di nuovo sereno di Pemberley.
PS Il libro ha avuto un grande successo nel mondo anglosassone e si parla di una sua riduzione cinematografica con Dan Stevens, il Matthew Crawley di “Donwton Abbey”nella parte di Darcy. Condivido.
Corre l’anno 1803. Elizabeth Bennet e Darcy sono sposati da sei anni e hanno due bellissimi bambini. Nulla sembra turbare la felicità della coppia che può contare anche sulla vicinanza di un’altra coppia, quella formata da Jane, sorella di Elizabeth, e di Charles Bingley, carissimo amico di Darcy. A Pemberley vive anche Georgiana, la giovane ed affascinante sorella del padrone di casa, mentre sono spesso ospiti graditi i suoi due pretendenti,il colonnello Fitzwilliam e il brillante avvocato Alveston.
E’ una tempestosa serata di ottobre. Tutti i personaggi
citati(eccetto Georgiana) sono riuniti nel salotto dinanzi al camino
acceso in attesa di andare a letto dopo una lunga giornata di
preparativi per il tradizionale ballo di lady Anne del giorno dopo,
quando sentono arrivare una carrozza al gran galoppo. Da essa si
precipita fuori in preda ad una terribile crisi isterica Lydia Wickman,
la terzogenita dei Bennet. Tra singhiozzi e gemiti, la giovane donna
rivela che sua marito,il capitano Wickman, e il suo amico Denny l’hanno
abbandonata mentre la carrozza attraversava il tetro bosco di Pemberley
dopo aver litigato violentemente. Aggiunge di aver sentito degli spari.
In preda all’angoscia, mentre le due sorelle si dedicano a calmare
Lydia, Darcy,il colonnello ed Alveston si recano nel bosco a cercare i
due ufficiali. Ben presto un orribile spettacolo si presenta ai loro
occhi: in una radura rischiarata dalla luna, Denny giace morto e
Wickman, sporco di sangue, è inginocchiato vicino a lui. L’ufficiale
piange, si dispera e si autoaccusa della morte tragica dell’amico.
Wickman viene, quindi, arrestato. A questo punto, ci aspetteremmo che
l’attenzione della James si focalizzi sui i procedimenti tipici del
giallo ad enigma: gli accertamenti sul luogo del delitto, gli
interrogatori dei testimoni, la ricerca dell’arma del delitto e del
movente(e di quelli alternativi). Invece, la scrittrice preferisce che
il lettore resti a Pemberley per raccontare i sentimenti contraddittori
di Darcy e della moglie, i problemi amorosi di Georgiana, la salute
declinante di Will Bildwell, figlio dell’ex maggiordomo, i viavai
misteriosi del Colonnello. Finalmente si arriva al processo all’Old
Bailey. La James lo rende in modo pittoresco grazie alle descrizioni
accurate e divertenti del giudice, della giuria e della folla presente
ma con una notevole approssimazione sul piano legale( tra l’altro
,incomprensibilmente ,Lydia non testimonia su quanto è accaduto nel
bosco ) e lo conclude con la condanna a morte di Wickman. Ma, come
accade sempre in un giallo che si rispetti, non può certo mancare il
colpo di scena finale ed una soluzione che più che al genere poliziesco
appartiene a quello del feuilleton o del romanzo gotico.Poi, d’incanto, la James si ricorda di Jane Austen e dei suoi epiloghi rassicuranti e l’happy end risplende nel cielo di nuovo sereno di Pemberley.
PS Il libro ha avuto un grande successo nel mondo anglosassone e si parla di una sua riduzione cinematografica con Dan Stevens, il Matthew Crawley di “Donwton Abbey”nella parte di Darcy. Condivido.
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