23
Gen
2013
Dal giallo e nero al rosa: “My Man Godfrey” di Gregory La Cava-1936
Nei
miei vent’anni ho amato moltissimo la commedia americana dei Capra, La
Cava e Lubitsch. Ieri sera, per ” distrarmi un pò”, ho ripreso un dvd
del 2008 che fa parte di una collezione di film di Carole Lombard. Si è
trattato di “My Man Godfrey”(in italiano “L’impareggiabile Godfrey”) del
1936 con un cast d’attori eccezionale e la regia di Gregory La Cava.
Quando lo vidi per la prima volta, si era in pieno boom economico e
la Grande Depressione era solo un capitolo del testo di Storia. Roba
vecchia, passata. E’ ovvio che”lessi” il film in modo superficiale,
ammirando la bellezza e la bravura di Carole Lombard e sognando di
incontrare nella vita un giovinotto della classe di William
Powell(com’erano eleganti gli uomini negli Anni Trenta con i capelli
impomatati,i baffetti sottili e lo smoking…). Ieri, l’ho visto in un
modo diverso. I barboni che vivono accanto ad una discarica rovistando
nella spazzatura sono presenti tra di noi come i ricchi annoiati che si
inventano di tutto pur di ammazzare il tempo.( Come nel film, il ceto
medio non esiste:è scomparso). I due mondi, quello cui appartiene
Godfrey,il barbone,il “dimenticato” e quello dei ricchi rappresentato
dalla famiglia Bullock si incontrano per uno scherzo del destino. Per
vincere il primo premio in una caccia al tesoro che si tiene al Waldorf
Astoria, bisogna trovare un cloclard. Le due sorelle Bullock ,Cornelia
ed Irene, si precipitano in una discarica e scelgono uno che sembra fare
al loro caso. E’ Godfrey Smith. L’uomo dice di no all’arrogante
Cornelia e segue la più giovane e sensibile(e scriteriata) Irene. Così
la fanciulla può vincere la gara e prendersi una rivincita sull’odiosa
sorella che la tratta come un essere inferiore. Deliziata della
vittoria, offre a Godfrey in quanto suo “protegé”(i ricchi ne hanno
sempre uno)il posto di maggiordomo nella splendida casa nella Quinta
Strada. Godfrey si dimostra eccezionale nel difficile ruolo e riesce
anche a risolvere i problemi ,piccoli e grandi, della famiglia Bullock.
Poi, si dimette. In realtà, come in un romanzo rosa, Godfrey non è un
vero barbone: è un Parke di Boston che ,per amore, ha perso tutto
durante la Grande Depressione( allora i finanzieri si suicidavano o
finivano in miseria…) ed è finito nella discarica. Non ha però
dimenticato i suoi compagni di sventura e,tornato ricco, apre per loro
un locale di lusso proprio là dove c’era la discarica. Mentre sta
progettando altre attività imprenditoriali per aiutare i poveri, arriva
Irene che, finalmente, riesce a realizzare il suo sogno: sposare
Godfrey, “il suo uomo”.
Finito il film, sono tornata alla realtà del 2013 dove…..
Quando lo vidi per la prima volta, si era in pieno boom economico e
la Grande Depressione era solo un capitolo del testo di Storia. Roba
vecchia, passata. E’ ovvio che”lessi” il film in modo superficiale,
ammirando la bellezza e la bravura di Carole Lombard e sognando di
incontrare nella vita un giovinotto della classe di William
Powell(com’erano eleganti gli uomini negli Anni Trenta con i capelli
impomatati,i baffetti sottili e lo smoking…). Ieri, l’ho visto in un
modo diverso. I barboni che vivono accanto ad una discarica rovistando
nella spazzatura sono presenti tra di noi come i ricchi annoiati che si
inventano di tutto pur di ammazzare il tempo.( Come nel film, il ceto
medio non esiste:è scomparso). I due mondi, quello cui appartiene
Godfrey,il barbone,il “dimenticato” e quello dei ricchi rappresentato
dalla famiglia Bullock si incontrano per uno scherzo del destino. Per
vincere il primo premio in una caccia al tesoro che si tiene al Waldorf
Astoria, bisogna trovare un cloclard. Le due sorelle Bullock ,Cornelia
ed Irene, si precipitano in una discarica e scelgono uno che sembra fare
al loro caso. E’ Godfrey Smith. L’uomo dice di no all’arrogante
Cornelia e segue la più giovane e sensibile(e scriteriata) Irene. Così
la fanciulla può vincere la gara e prendersi una rivincita sull’odiosa
sorella che la tratta come un essere inferiore. Deliziata della
vittoria, offre a Godfrey in quanto suo “protegé”(i ricchi ne hanno
sempre uno)il posto di maggiordomo nella splendida casa nella Quinta
Strada. Godfrey si dimostra eccezionale nel difficile ruolo e riesce
anche a risolvere i problemi ,piccoli e grandi, della famiglia Bullock.
Poi, si dimette. In realtà, come in un romanzo rosa, Godfrey non è un
vero barbone: è un Parke di Boston che ,per amore, ha perso tutto
durante la Grande Depressione( allora i finanzieri si suicidavano o
finivano in miseria…) ed è finito nella discarica. Non ha però
dimenticato i suoi compagni di sventura e,tornato ricco, apre per loro
un locale di lusso proprio là dove c’era la discarica. Mentre sta
progettando altre attività imprenditoriali per aiutare i poveri, arriva
Irene che, finalmente, riesce a realizzare il suo sogno: sposare
Godfrey, “il suo uomo”.Finito il film, sono tornata alla realtà del 2013 dove…..
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