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martedì 24 aprile 2018

14 Lug 2013

“La verità sul caso Harry Quebert”di Joel Dicker- Bompiani 2013

Scritto da Giuseppina La Ciura
Ogni tanto gli editori scoprono un libro che ha tutte le carte in regola per essere un best-seller planetario e si lanciano su di esso come avidi pescecani. E’ successo con “Il codice Da Vinci” di Dan Brown e poi con “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson. Ora sembra toccare a “La verità sul caso di Harry Quebert” del ginevrino Jöel Dicker.Il libro ha venduto un milione di copie in Francia e sta avendo un grande successo anche da noi. Il motivo del suo successo sta ,a mio parere,  nel fatto che “La verità sul caso Harry Quebert”è un libro giovane scritto da un giovane e proprio per questo, fresco,lieve, agile, scorrevole, adrenalico. “Fictional”direbbero gli Inglesi.
Giovane è il protagonista, lo scrittore Marcus Goldman. Di origini ebraiche, intelligente, scaltro, dotato di un superego debordante(lui è “il Formidabile”!), ma in fondo ingenuo e fragile,ha pubblicato  un primo libro che ha avuto molto successo. Ora(siamo nel 2008, l’anno di Barack Obama),l’editore vuole un nuovo romanzo che venda bene, anzi benissimo.(Dicker è bravissimo nel descrivere il mondo dell’editoria in cui tutto è business e solo business). Ma, Goldman ha il blocco dello scrittore,la sindrome della pagina bianca. Disperato si rivolge al suo più caro amico , Harry Quebert,uno degli scrittori più importanti degli States ed autore di un capolavoro indimenticato ” Le origini del Male”. Proprio mentre si trova suo ospite nella villa di Goose Cove,vicino ad Aurora,una cittadina del New Hampshire, viene ritrovato nel giardino il corpo di Nola Kellergan.
Nola Kellergan aveva appena 15 anni quando era scomparsa in modo misterioso il 30 Agosto del 1975. Dell’omicidio della fanciulla è accusato, con la nota rapidità e superficialità della Giustizia americana, Harry Quebert, che aveva avuto un amore proibito e totalizzante con lei nell’estate del 75. Goldman non crede che che il grande scrittore possa essere stato l’assassino della donna della sua vita e si improvvisa novello Rouletabille. I suoi metodi investigativi farebbero arricciare i baffi a Poirot e manderebbero fuori dai gangheri persino Holmes, ma dal punto di vista letterario piacciono. Ad ogni pagina un colpo di scena,una nuova versione dei fatti,un nuovo colpevole. Non ci sono punti fermi. Nola(che ricorda tanto un’altra famosa adolescente fatale)cambia personalità ad ogni capitolo(e i capitoli sono brevi,perchè la scrittura di Dicker ignora l’ipotassi e vive dello schema soggetto-verbo). Ora è una” puttanella”,ora un’eroina romantica uscita dalla penna di Emily Brontë, ora una schizofrenica irrecuperabile,ora una vittima della violenza maschile.Lo stesso senso di precarietà è proprio di ogni personaggio-e sono tanti- Ci si muove sulle sabbie mobili fino al finale che lascia l’amaro in bocca a un estimatore del giallo classico ma è perfettamente credibile se si considera il luogo in cui si svolgono i fatti: una  cittadina americana che dietro la facciata di onestà e decoro nasconde molti peccati e molta violenza.
L’affaire è risolto. L’editore gongola. Goldman è celebre ma è solo. Allora ricorda quanto gli ha insegnato il suo maestro :
” Dopo i libri, ci sono altri libri. Dopo la gloria, ci sono altre glorie. Dopo il denaro, c’è ancora il denaro. Ma dopo l’amore, Marcus… Dopo l’amore, c’è solo il sale delle lacrime”.
Spiaggia  di Goose Cove- Ottobre 2009: seduto di fronte all’oceano con il suo fido  dottor Watson-il mite poliziotto Gahalowood-il Formidabile non ha dubbi: andrà alla ricerca dell’Amore.
Ed io tifo per lui.

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