giovedì 1 ottobre 2026

"La morte di Auguste" di Georges Simenon-Adelphi,1966

Il mio amico AdT trovava i romans durs di Simenon troppo tristi e non li leggeva. Io concordo,ma non riesco a resistere al fascino della scrittura del grande Belga.E così eccomi a "La morte di Auguste" scritto nel 1966 a Epalinges.Il romanzo è ambientato a Les Halles,il celebre "Ventre di Parigi" descritto con toni lirici da Zola.Il quartiere è il grande mercato della città e vi si trovano alberghetti,negozi modesti e case fatiscenti.In rue della Grande-Truanderie è allocato il piccolo bistrot di M. Auguste Mature.Arrivato cinquant'anni prima da Riom,in Alvernia,M. Auguste aveva aperto un bistrot che era divenuto nel tempo uno dei ristoranti preferiti dal Tout-Paris.Essendo stato un contadino,è rimasto tale nella mentalità e quindi lavora moltissimo anche a tarda età e risparmia quanto ha guadagnato. Dalla moglie sua concittadina ha avuto tre figli e due nipoti. Il primogenito Ferdinand è un giudice severo ed onesto,il secondogenito Antoine lavora con lui nel bistrot,il terzogenito Bernard è uno scapestrato che non ha combinato niente di serio nella vita. Un mezzogiorno,mentre M.
Auguste sta lavorando nel bistrot,cade a terra ,fulminato da un ictus e di lì a poco muore. Antoine telefona ai suoi fratelli ,che accorrono subito.Dopo aver dato uno sguardo frettoloso al corpo del padre, chiedono ad Antoine il testamento. Lo fanno con modi violenti:sono convinti che Antoine l'abbia fatto sparire per impossessarsi del "malloppo". Il giorno del funerale, mentre moltissimi dei commercianti delle Halles partecipano all'evento con affetto sincero,i tre fratelli si comportano da estranei e non aspettano altro che lasciarsi per sempre. La famiglia,per Simenon,ancora una volta non è che "un nido di vipere".PS:sono andata anni fa nei luoghi dove sorgevano un tempo le Halles.Vi ho trovato l'orrendo Centre Pompidou.

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